Percorrendo la Provinciale 237, a quattro chilometri da Orria Capoluogo, si incontra la frazione Piano Vetrale, la quale, presenta un assetto urbano che ricalca quello del suo capoluogo, e tipico dei paesi cilentani dell’entroterra.

Solcato da una miriade di vicoli, spesso collegati da lunghi archi, presenta viuzze anguste, pavimentate da selci, le cui pietre levigate dalla vita di generazioni di contadini, potrebbero dettare fiumi di storie.

 

Un borgo particolarmente caratteristico, che fino agli inizi degli anni Sessanta del Novecento, era costituito da due paesini distinti: Vetrale e Piano, con Scuola, Parrocchia e ufficio postale separati.

Il confine tra le due borgate era rappresentato dal “Vallone di Sabato”, limite invalicabile, perfino, per le Processioni dei Santi Protettori.

Provenendo da Orria, la porta d’ingresso era ed è la località “Tingo” o “Aria re Pichiuddo” (via Piemonte), invece, il visitatore che arriva da Gioi o Stio C.to si imbatte nel primo nucleo abitativo rappresentato dalle “Case di Maria” (Via Europa).

 

Il toponimo Piano (nell’antichità Piano di Gioi o del Cilento), secondo gli studiosi, deriva dal termine Planus, con evidente riferimento all’altopiano su cui sorge, mentre Vetrale, di origine molto più antica, sebbene non vi sia concordia di tesi, deriverebbe dal distaccamento, in questi luoghi, di un gruppo di veterani romani, ossia di vecchi militari romani, provenienti dalla vicina Gioi, sede di un presidio dell’esercito imperiale.

Altri studiosi propendono per una spiegazione meno articolata. Il toponimo “Vetrale” deriverebbe, semplicemente, da “Vetero”, ovvero, antico, ed indicherebbe un punto di riferimento, un luogo di avvistamento o una fonte d’acqua.

Tesi, quest’ultima, supportata dalla presenza nel centro storico di Vetrale, ancora oggi, della “Fontana Vecchia”; simbolo per antonomasia del borgo.

Costruita intorno al 1760 circa, ed interessata da adeguamenti strutturali nel corso dei decenni, la fonte, a due getti continui in tre vasche comunicanti, si apre su uno spazio, dove solo lo scorrere dell’acqua, modifica uno scenario immobile da secoli; nei suoi pressi sorge la Cappella della Madonna delle Grazie.

 

A Vetrale,  merita di essere visitata la Chiesa di S.Elia Profeta, patrono del fuoco, della pioggia e della siccità,  solennemente festeggiato il 20 Luglio.

La chiesa, fondata intorno all’anno mille, dai Monaci Basiliani, fu intitolata originariamente a San Biagio, e solo con la successiva amministrazione dei Benedettini della Badia di Cava, venne consacrata a S. Elia.

Nell’antichità questo Tempio era luogo di culto per tre casali: Piano, Vetrale ed Aria, quest’ultimo abbandonato in epoca medievale.

L’edificio sacro sorge a pochi metri dal Cimitero e negli anni Ottanta e Novanta del Secolo scorso, è stato interessato da un lungo e sapiente lavoro di restauro. Da completare, ancora, il recupero della Cupola.

Altri angoli caratteristici di Vetrale sono: “Lo Vaglio”(via Roma); “Lo Passetto”(incrocio tra via Roma e via Europa); “Capo Ceraso” (via Europa); “Li Cuvieddi” (via Roma); “La Croce via”(via Europa); “San Antuono” (P.zza Risorgimento); “La Curva”(incrocio tra via Delle Regioni e via Piemonte) e “La Cote” (via Delle Regioni).

 

A Piano, si erge la Cappella di S. Antonio e la Chiesa di S. Sofia, fondata nel 1453 circa, secondo la tradizione, da Dionisio Mazza, detto il Greco, un profugo proveniente da Costantinopoli.

L’edificio, dotato anche di un campanile tra i più alti del Cilento, fu interessato negli anni Novanta del ‘900, da un lungo lavoro di ristrutturazione, grazie al quale, oggi, è possibile ammirarlo in tutta la sua bellezza architettonica.

Stesse considerazioni per le due navate che compongono la struttura ( la laterale fu costruita nel 1951) e la facciata in pietra, opera del certosino restauro curato dalle maestranze del luogo.

 

Restando in tema religioso, la popolazione ricorda con grande enfasi, il 1951, anno in cui dal 21 Febbraio fino ai primi di novembre, in località Tempa dell’Arenola, apparve a molti devoti, la Madonna.    

Il luogo, divenne molto presto, meta di pellegrinaggio, per migliaia di fedeli provenienti da ogni dove. Oggi, sul posto sorge un tempietto.

Tra i tanti angoli suggestivi di Piano, meritano di essere visitati: “Capo Lierto” (via Napoli); “Addoreto lo Vico” (via Napoli); “Sotta l’Arco” (via Piave); “Ngapo lo Chiano” (P.zza S. Sofia); “La Chiazza”(via Paoluccio della Madonnina); “Le Scaledde” (via Mar Tirreno); “Mbere la Vigna”- “Santa Croce” (via Case Sparse)- nell’antichità vi sorgeva una Cappella; “L’Aria” (P.zza S. Antonio); “L’Ortale” e “La Tempa” (via Della Vittoria).

 

 

Da quasi quarant’anni, Piano Vetrale è noto quale paese dei Murales (Murali) nel Parco del Cilento, enormi e splendidi dipinti che ornano quasi tutte le facciate esterne delle case, alcuni, realizzati anche su antichi portoni. Trattasi di pitture, eseguite sulle pareti di edifici pubblici e/o privati, alla cui composizione partecipano, nella maggior parte dei casi più persone.

Opere di artisti italiani e stranieri, raffigurano le scene più variegate, partendo da personaggi fiabeschi, continuando con i segni dello zodiaco e le scene di tradizioni popolari, per arrivare attraverso il gioco della vita alle considerazioni, talvolta sconcertanti del nostro tempo.

Una peculiarità suggestiva, da regno della fantasia, che rende Piano Vetrale un esempio di “Museo a cielo aperto”, una sorta di “Faerie” terrestre.

 

L’iniziativa di trasformare Piano Vetrale in una sorta di “Museo a cielo aperto”, attraverso pitture murali, nacque alla fine degli anni Settanta del Secolo Ccorso, grazie alla felice intuizione, divenuta suggerimento, del compianto artista siciliano, Pino Crisanti.

Il suggerimento fu colto e l’idea prese corpo, grazie all’entusiasmo dei giovani del luogo, fondatori, nell’autunno del 1977, del Circolo Culturale “Paolo De Matteis”- la cui eredità culturale, a partire dal 1981, fu raccolta dell’omonima Pro-Loco – animati dalla decisa volontà di commemorare il genio artistico di un illustre compaesano del passato, il pittore “Paolo De Matteis”, il quale a Piano del Cilento (l’attuale Piano Vetrale di Orria), ebbe i suoi natali, il 9 Febbraio 1662.

 

Ed è questa la differenza sostanziale dei Murales di Piano Vetrale, rispetto alle opere murali realizzate in altre parti d’Italia e nel Mondo.

Le tematiche raffigurate, ricalcano quelle di tanti altri murales (denuncia, protesta, ecologia, libertà, tradizioni, miti, omaggi, avvenimenti storici, la vita del paese, le fatiche e la storia dei suoi abitanti) ma il motivo ispiratore posto a fondamento della nascita dell’intera rassegna è la celebrazione di un grande artista, la celebrazione della sua arte, della sua memoria.

La celebrazione in discorso prende corpo, ogni anno, nell’ultima settimana di Luglio,  nel corso della manifestazione denominata: “Pennello D’Oro”, una rassegna di Arti figurative – curata dalla Pro-Loco “Paolo De Matteis” – che si articola in diverse sezioni: collettive di pittura, scultura e fotografia, concorso di pittura estemporanea e murales.

 

Una manifestazione, che tra alterne vicende, è divenuta un appuntamento d’eccellenza, nel panorama culturale della Provincia di Salerno e non solo.

 

Dal 2016, grazie al progetto “BD sur les Murs  –  Fumetti sui Muri”, promosso dall’Associazione TheGreenHouse, in collaborazione col Comune di Orria e la Pro-Loco “Paolo De Matteis”, i visitatori, oltre ai murales, possono ammirare sui muri di Piano Vetrale ed Orria, la storia a fumetti di “Mia”, la bambina italo-francese che in visita in Italia, scopre il mondo delle proprie radici.

Un racconto per immagini, espresso ricorrendo alla potenzialità di comunicazione e di immediata comprensione del fumetto, connaturato da una straordinaria valenza pluriculturale, derivante dall’incontro tra due culture forti, quella francese e quella italiana, attraverso l’arte.

 

Un workshop internazionale, reso possibile dalla partecipazione degli artisti francesi de “L’école CESAN, la prima scuola di fumetto & illustrazione a Parigi.